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M'illumino di meno

Legami interrotti. Sfollati e profughi della Grande Guerra.

Guardate, dicono le fotografie,
questo è ciò che succede.
Questo fa la guerra.
E quello, fa anche quello.
La guerra lacera, spacca.
La guerra squarcia, sventra.
La guerra brucia.
La guerra squarta.
La guerra rovina.


Susan Sontag – da "Davanti al dolore degli altri"

 


Nel 1914 gli abitanti del comune di Canal San Bovo erano 5108 (fonte “La Valle del Vanoi”, F. Romagna). Allo scoppio della guerra con l’Italia, nel 1915, la Valle si trovò letteralmente in mezzo ai due fronti; italiani sul monte Totoga, austroungarici sul Cauriol e in mezzo la gente del Vanoi. Persone che sono dovute scappare dalle loro case, in fretta e furia, sotto gli incalzanti ordini di evacuazione dei militari dei due eserciti.
Dalle ricerche sappiamo che almeno 3100 nostri avi, soprattutto donne, bambini ed anziani, furono esiliati dalla propria terra; molti morirono senza poter rivedere il Vanoi. Gli uomini abili, invece, già dal 1914 stavano combattendo per l'esercito imperiale. Molte famiglie furono separate e i superstiti poterono ritrovarsi solo a guerra finita, dopo il 1919 o addirittura il 1920.

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